giovedì 22 settembre 2011

Riflessioni 2


Sono un'anima migrante
Non possiedo nulla, nemmeno i miei vestiti.
Porto con me solamente secoli di fame e attese
E sconfitte dietro l'angolo.
I miei antenati sono emigrati in ogni terra promessa dai mercanti di speranze
Facce, suoni, colori di una Babele di miseria.
Incasso bene, ho memoria dei colpi ricevuti dai miei antenati.
È stato un buon affare, credo: a loro i lividi, a me la lezione.
Mangio un pane senza sapore guardando un cielo sconosciuto e mi confondo al primo refolo di vento.
Ma resto viva e imparo.
Imparo ancora.


Sono tre mesi che non piove
ho sabbia e sale nel letto
peccato e pentimento
ho l'anima falciata
da cui discende la mia razza intera
che ha cuore e pancia di ametista
senza regola di vita
senza luce di luna
oro negli occhi
e soprattutto senza difesa dal dolore.

Vieni a trovarmi ancora
mistero che si muove
avrò riposo per gli occhi
intimo testimone
del mio ridicolo dell'amore
avrò l'orgoglio del sangue
tutto fuori dalle vene
e una maschera nera
livida come un sorriso
di questo cinema leggero.

Amore mio
vieni a cercarmi ancora
vieni a parlarmi ancora
a imprigionarmi ancora
sono tre mesi che non piove.

Vieni con l'acqua generosa
che gonfia il mare più sacro
che fa peccato e redenzione
quanto tempo
quanto tempo ancora
quanta disperazione
e quanti cristi alla deriva
sui sentimenti d'altura
senza approdo e senza nome
ma la tua casa e il tuo nome
potessi essere io, amore mio.
(Ivano Fossati)

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