mercoledì 6 aprile 2011

Pasta di mais: come si colora

Una volta fatto l’impasto, potete iniziare subito a lavorare. Io personalmente preferisco farlo riposare qualche ora perché mi sembra più malleabile. A questo punto però dovete fare la prima scelta: colorare direttamente la pasta oppure rifinire il pezzo asciutto.
Colorare direttamente la pasta:

La pasta di mais una volta asciutta assume  un colore particolare, opalescente e traslucido, tipo cera.
Questo “non colore” può essere molto d’effetto se decidete di fare delle perle o dei piccoli particolari, ma sicuramente la vostra ambizione è quella di dare un tocco di colore ai vostri lavori.
Potete aggiungere direttamente un po’ di tempera del colore che preferite all’impasto (vale anche per il bianco, ovviamente ) ma fate attenzione: poichè la colla vinilica asciugandosi diventa trasparente, se mettete troppo colore una volta asciutto diventerà troppo intenso rispetto a quello che volevate.
Il mio consiglio è di colorare piccole quantità di pasta alla volta avendo l’accortezza di  mantenere una tonalità almeno 2 volte meno intensa di quella che vorreste ottenere.
Mi spiego meglio: se usate una quantità di pasta delle dimensioni di una noce, sporcatela appena di tempera ad. es. magenta e impastate bene. Vi sembra rosa baby? Ok, una volta asciutto sarà decisamente rosa! Non siete convinte? Staccate un pezzettino di impasto, appiattitelo a disco e aspettate qualche minuto (avvolgendo l’altro pezzo nella pellicola se no si secca): di che colore è?
Troppo scuro? Aggiungete pasta di mais neutra. Troppo chiaro? Aggiungete una modica quantità di colore!
Se ve ne serve molta di quel particolare colore, preparatene un bel po’ in anticipo perché se dovesse finire sul più bello sarebbe davvero difficile riprendere esattamente quella tonalità. Quella che vi avanza potete conservarla nella solita pellicola.

Colorare il pezzo asciutto:

Questo tipo di procedimento consente di ottenere dei colori molto belli e sfumati, dato che la tempera “scivola” un po’ sulla pasta di mais asciutta. Si possono definire dei particolari ( es. le striature dei gatti o il puntino bianco degli occhi ) oppure colorare interi pezzi. Si usano delle normalissime tempere, più o meno diluite a seconda di quello che volete fare. Per fare questo vi servono dei pennelli di diverso tipo e misura, ovviamente:  punta tonda, uno piccino piccino per i particolari, uno a punta piatta. Non occorre che siano professionali, basta che non perdano peli.


In un unico pezzo potete ( e spesso dovrete ) utilizzare entrambe le tecniche: dipende dal vostro gusto e dalla vostra manualità. La differenza tra le tecniche è visibilissima: la pasta colorata ha tonalità più intense ed un effetto più “plasticoso”, l’altra è più delicata.

Buon lavoro.

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