mercoledì 6 aprile 2011

Consigli per una perfetta pasta di mais

Se avete seguito per benino la ricetta che vi ho dato, l’impasto dovrebbe essere venuto decente. Ad ogni modo, nessuno è perfetto quindi eccovi qualche suggerimento utile per le prime volte..

·         Se non avete mai fatto la pasta di mais, vi consiglio di non farvi prendere dall’entusiasmo creativo: rispettate la regola della modica quantità. Significa che, almeno all’inizio, vi converrà fare poca pasta. Basterà un vasetto tipo yoghurt di maizena e uno di vinavil, più l’olio e il limone ( ovvio che riducendo le dosi non dovete mettere un cucchiaio grande di olio ). Fate le prove e trovate il “vostro” impasto perfetto, il “vostro” punto di cottura perfetto. Queste sono cose che nessuno può insegnarvi, dovete solo sperimentare.
·         Non cuocete troppo la pasta di mais e non alzate troppo la fiamma. Deve solo scaldarsi e perdere un po’ della parte acquosa della colla. Nel dubbio è preferibile cuocerla poco piuttosto che troppo, se no diventa inutilizzabile. Se vi siete distratte e l’avete cotta troppo, pazientemente eliminate le parti di pasta indurita e lavorate ciò che resta con le mani, inumidendole alternativamente nell’acqua e nella crema. Dovreste recuperarla. Semmai non gettatela via ma tenetela da parte: può sempre tornare utile per creare uno “scheletro” interno al vostro lavoro.
·         Lavorate tanto la pasta con le mani ma attente a non scottarvi! Semmai aspettate qualche momento tenendola coperta con un po’ di pellicola perché non si secchi. Ricordatevi che anche se fuori vi sembra tiepida dentro può essere ancora bollente quindi.. cautela!
·         Avvolgete la pasta di mais nella pellicola solo quando è assolutamente a temperatura ambiente, se no “suda”, si appiccica dappertutto e dentro diventa una pietra perché perde tutta l’umidità. Se dovesse comunque capitare, armatevi di pazienza e fate come se l’aveste cotta troppo: lavorate energicamente con le mani, inumidendole alternativamente nell’acqua e nella crema. Dovreste recuperarla. Semmai non gettatela via ma tenetela da parte: può sempre tornare utile per creare uno “scheletro” interno al vostro lavoro.

Buon divertimento!

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